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		<title>Segni Significati Intuizioni</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 20:38:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[QUARTO INCONTRO. Giovedì 19 gennaio 2012, ore 18.15, alla Casa della Cultura di Milano. Filippo Silvestri, Segni Significati Intuizioni Sul problema del linguaggio nella fenomenologia di Husserl, Milano, Mimesis, 2010. Dal suo esordio editoriale con Filosofia dell’Aritmetica (1891) fino alla pubblicazione del primo volume delle Idee (1913) Husserl affronta il problema del linguaggio, attraversandolo lungo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>QUARTO INCONTRO. Giovedì 19 gennaio 2012, ore 18.15, alla Casa della Cultura di Milano.</p>
<p><a href="http://www.psomega.it/club/wp-content/uploads/2012/01/19gen-Silvestri.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-40" title="19gen-Silvestri" src="http://www.psomega.it/club/wp-content/uploads/2012/01/19gen-Silvestri-290x290.png" alt="" width="290" height="290" /></a>Filippo Silvestri, <em>Segni Significati Intuizioni Sul problema del linguaggio nella fenomenologia di Husserl</em>, Milano, Mimesis, 2010.</p>
<p>Dal suo esordio editoriale con <em>Filosofia dell’Aritmetica</em> (1891) fino alla pubblicazione del primo volume delle <em>Idee</em> (1913) Husserl affronta il problema del linguaggio, attraversandolo lungo le sue ricerche psicologiche e fenomenologiche in quanto punto di passaggio inevitabile in una rigorosa considerazione dei modi intenzionali di vivere della coscienza. I segni, gli indici, le espressioni in questa prospettiva si rilevano come altrettanti ostacoli rispetto ad un rapporto proprio perché diretto con le cose ed ancora come supporti indispensabili in una progressione del pensiero, significativa ed intuitiva, scientifica o comune che sia. Segni, significati ed intuizioni si incrociano nella fenomenologia husserliana, secondo modi caratterizzati da continui rimandi di senso, dove ogni momento della sintesi risulta indispensabile rispetto agli altri, tra vuoti e pieni, nuovi vuoti, nuovi pieni in un orizzonte sempre aperto perché semiotico, significativo ed intuitivo.</p>
<p><strong>Filippo Silvestri</strong>, è ricercatore all’Università degli Studi di Bari, dove insegna Semiotica e Filosofia del Linguaggio nel Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione. Autore di diversi saggi dedicati alia fenomenologia husserliana, ha collaborate alia stesura di <em>Il seme umanissimo della filosofia. Sul pensiero di Giuseppe Semerari</em> (Mimesis, Milano 2007), e di <em>Corpo Linguaggio Intersoggettività. Studi husserliani </em>(Albalibri, Milano 2007).</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Storia patria e formazione civica</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 17:04:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>psomega</dc:creator>
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		<description><![CDATA[TERZO INCONTRO. Giovedì 15 dicembre 2011, ore 18.15, alla Casa della Cultura di Milano. Storia patria e formazione civica come superare il ritualismo nelle commemorazioni comandate Antonella Braga e Aurora Delmonaco, Fare storia crescere cittadini. Cittadinanza, Costituzione, insegnamento della Storia: percorsi e prospettive, a cura di Aurora Delmonaco, Arezzo, Editrice Zona, 2010. Nell’insegnamento della storia è cruciale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>TERZO INCONTRO. Giovedì 15 dicembre 2011, ore 18.15, alla Casa della Cultura di Milano.</p>
<p>Storia patria e formazione civica come superare il ritualismo nelle commemorazioni comandate<br />
Antonella Braga e Aurora Delmonaco, <em>Fare storia crescere cittadini. Cittadinanza, Costituzione, insegnamento della Storia: </em><em>percorsi e prospettive</em>, a cura di Aurora Delmonaco, Arezzo, Editrice Zona, 2010.</p>
<p>Nell’insegnamento della storia è cruciale cercare e capire insieme, adulti, esperti, insegnanti, e giovani, scolari e studenti, come il nostro presente sia fatto dal nostro passato, e soprattutto dalla storia più recente che ci sta addosso – che si distende per un secolo dal 1848 all’unità d’Italia, fino alla nostra Costituzione del 1948.</p>
<p>Partire dalla Costituzione per studiare la storia patria, e da questa tornare alla Costituzione, che deve vivere e compiersi soprattutto nel futuro dei giovani, nutrendosi di memoria non rituale bensì di dialogico dibattito storico, è un’attività doverosa e liberamente inventiva e feconda, cui ci chiamano gli autori di questo prezioso volume e segnatamente i contributi di Aurora Delmonaco, Antonella Braga e Alessandra Fontanesi, oltre che l’introduzione di Oscar Luigi Scalfaro.</p>
<p><strong>Aurora Delmonaco</strong>, storica, è responsabile della Commissione formazione dell’Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia “Ferruccio Parri”, presidente del LANDIS, membro del Comitato paritetico INSMLI-MIUR.</p>
<p><strong>Antonella Braga</strong>, storica, è docente di Storia e Filosofia, collabora da tempo con l’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea “Piero Fornara” di Novara.</p>
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		<title>Memorie di guerra e brigantaggio</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 16:58:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>psomega</dc:creator>
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		<description><![CDATA[SECONDO INCONTRO. Giovedì 17 novembre 2011, ore 18.15, alla Casa della Cultura di Milano. Gaetano Ferrari, Memorie di guerra e brigantaggio. Diario inedito di un garibaldino (1860-1872), a cura di C. Bonfantini, Interlinea, Interlinea, 2011. A 150 anni dall’Unità d’Italia può sorgere legittima la domanda: fu vera gloria? Forse la cosa migliore, per scoprire davvero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>SECONDO INCONTRO. Giovedì 17 novembre 2011, ore 18.15, alla Casa della Cultura di Milano.</p>
<p>Gaetano Ferrari, <em>Memorie di guerra e brigantaggio. Diario inedito di un garibaldino (1860-1872)</em>, a cura di C. Bonfantini, Interlinea, Interlinea, 2011.</p>
<p>A 150 anni dall’Unità d’Italia può sorgere legittima la domanda: fu vera gloria? Forse la cosa migliore, per scoprire davvero come andarono le cose, o perlomeno una parte delle cose, è buttarsi sulle tracce di generosi testimoni e protagonisti dell’epoca, come il mio trisavolo Gaetano Ferrari, giovanissimo volontario garibaldino alla conquista del Regno del sud e poi militare di professione nel neonato esercito regio italiano. Riviverne le avventure e le impressioni riportate può essere una via, mai noiosa, per uscire da un dibattito pubblico che spesso sembra oscillare tra vittimismo meridionale, quasi nostalgico di un presunto eden borbonico, e un ritorno di nazionalismo patriottico fatto di pochi ma e pochi se.</p>
<p>Carlo Bonfantini ha studiato Storia all’Università Statale di Milano, laureandosi col professor Duccio Bigazzi con la tesi: <em>Milano in guerra, 1940-1943. Operai e ceti popolari tra vita quotidiana, protesta e dissenso antifascista</em>. Attualmente lavora da anni in campo editoriale e più precisamente nel variopinto settore dei fascicoli. Nel tempo, poco, lasciatogli libero da trenini, macchinine, soldatini e galeoni continua a occuparsi di ricerca storica. Ha curato <em>Conoscere la Resistenza</em> (Unicopli, Milano, 1994) e <em>Memorie di guerra e brigantaggio. Diario inedito di un garibaldino (1860-1872)</em> (Interlinea, Novara, 2011); è autore, con Silvia Fronteddu, de <em>Il Premio “della Resistenza” Città di Omegna</em> (Press Grafica, Gravellona Toce, 2006).</p>
<p><strong>Mini bibliografia di riferimento</strong></p>
<p>Pino Aprile, <em>Terroni. Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero “meridionali”</em>, Milano, PIEMME, 2010.</p>
<p>Aldo Cazzullo, <em>Viva l’Italia. Risorgimento e Resistenza: perché dobbiamo essere orgogliosi della nostra nazione</em>, Milano, Mondadori, 2010.</p>
<p>Renzo Del Carria, <em>Proletari senza rivoluzione. Storia delle classi subalterne italiane dal 1860 al 1950</em>, Milano, Edizioni Oriente, 1966.</p>
<p>Mario Isnenghi, <em>Breve storia dell’Italia unita a uso dei perplessi</em>, Milano,Rizzoli, 1998.</p>
<p>Salvatore Lupo, <em>L’unificazione italiana. Mezzogiorno, rivoluzione, guerra civile</em>, Roma, Donzelli, 2011.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Neoilluminismo in Italia</title>
		<link>http://www.psomega.it/archives/7</link>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 16:41:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[PRIMO INCONTRO. Giovedì 27 ottobre 2011, ore 18.15, alla Casa della Cultura di Milano. Walter Tega (a cura di), Impegno per la ragione. Il caso del neoilluminismo, Bologna, il Mulino, 2011. Impegno per la ragione, a cura di Walter Tega, propone una rilettura delle origini e degli esiti più rilevanti di quel movimento filosofico italiano che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PRIMO INCONTRO. Giovedì 27 ottobre 2011, ore 18.15, alla Casa della Cultura di Milano.</p>
<p><strong>Walter Tega</strong> (a cura di), <strong><em>Impegno per la ragione. Il caso del neoilluminismo</em></strong>, Bologna, il Mulino, 2011.</p>
<p><em>Impegno per la ragione</em>, a cura di Walter Tega, propone una rilettura delle origini e degli esiti più rilevanti di quel movimento filosofico italiano che si denominò “neoilluminismo” e che prese forma in incontri, convegni e riviste a partire dalla fine degli anni Quaranta in ambito torinese. Il saggio di avvio, di Nicola Abbagnano, <em>L’appello alla ragione e le tecniche della ragione</em>, è del 1952, i convegni annuali si svolsero tra il 1953 e il 1962. I nomi più rilevanti ascrivibili al neoilluminismo sono Nicola Abbagnano, Ludovico Geymonat, Giulio Preti e Norberto Bobbio. Parteciparono ai convegni anche altri filosofi cresciuti alla scuola di Antonio Banfi, come Enzo Paci, fondatore della rivista “aut-aut”, e Luciano Anceschi, fondatore de “Il Verri”. Interessante la presenza dei giovani Ferruccio Rossi-Landi e Franco Ferrarotti, il quale con Abbagnano fonda i “Quaderni di sociologia”, con l’apporto delle Edizioni di Comunità di Adriano Olivetti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> Walter Tega</strong> è professore ordinario di Storia della Filosofia nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Bologna. La sua attività di ricerca si concentra sulla cultura filosofica e scientifica  dell’Illuminismo e del Positivismo. Fra gli ultimi libri della sua vastissima produzione ricordiamo <em>La scienza dell’Umanità. Enciclopedismo e repubblicanesimo in Francia (1820-1870)</em>, Olschi Firenze 2011.</p>
<p><strong> Emilio Renzi</strong> ha studiato Filosofia all’Università di Milano. Dopo essersi laureato con Enzo Paci su Paul Ricoeur, ha lavorato alle Relazioni culturali della Olivetti. Attualmente insegna Semiotica alla Scuola del Design del Politecnico di Milano. La sua ultima pubblicazione, nella collana Psomega, è <em>Enzo Paci e Paul Ricoeur. In un dialogo e dodici saggi</em> (ATì, 2010). www.emiliorenzi.it</p>
<p><strong> Fulvio Papi</strong> è un filosofo, politico, scrittore e giornalista italiano. È stato direttore del quotidiano del Partito socialista italiano “Avanti!”. Dal 1963 si dedica all’insegnamento universitario. Ha insegnato Filosofia all’Università di Pavia fino al 2000, anno in cui fonda la rivista di filosofia “Oltrecorrente”, che tuttora dirige.  Fra le sue ultime opere ricordiamo <em>La biografia impossibile</em>, Ibis, 2011.</p>
<p>&nbsp;</p>
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